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Storia

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Il contesto iniziale

 

L’UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati) è nata nel 1966 in un momento difficile e tormentato del Nostro Paese segnato dalla imponente emigrazione di milioni di italiani dal Sud verso il triangolo industriale del Nord Italia per sciamare poi in direzione dell’Europa, dell’Australia, delle Americhe e del Sudafrica. Esodo quasi biblico, obiettivo occupazione e migliori condizioni di vita.

A fronte di un’Italia svuotata delle forze lavoro di tantissimi suoi figli, milioni di italiani hanno dovuto affrontare esperienze terribili nelle società di accoglienza davanti alle barriere della lingua, del clima, di parametri culturali mai conosciuti prima e spesso ostili, nella condizione subordinata di migranti. L’emigrazione di quegli anni è stata spoliazione e perdita secca per l’Italia e trasferimento di ricchezza e sviluppo nelle nazioni di insediamento.

L’emigrazione italiana è stata un’autentica epopea culturale e storica per il nostro Paese e per i suoi protagonisti che hanno portato, trapiantato e diffuso nel mondo il carattere forte di un grande popolo. In terra straniera gli italiani hanno trovato i primi strumenti di sopravvivenza proprio tra di loro, cercandosi e riunendosi, facendo fronte comune attraverso le forme associative divenute il primo strumento di difesa, di socializzazione, di richiesta di diritti per diventare poi strumento di partecipazione e di promozione umana e sociale.

Ma l’associazionismo di emigrazione, questo formidabile scudo di incalcolabile valore sociale, storico ed umano, aveva bisogno di esteriorizzarsi, cioè di collegarsi con la madrepatria e trovare punti di riferimento nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni dell’esodo per non perdere cultura ed identità.

In Italia non mancarono le sensibilità e le risposte. Nacquero presto gruppi ed associazioni collegate territorialmente con i propri emigrati. In quel periodo, aveva suscitato ammirazione e curiosità il mai dimenticato Franco Verga, parlamentare, che aveva aperto a Milano il C.O.I. (Centro Orientamento Immigrati) un Centro di Orientamento e di servizi per l’assistenza e l’impatto dei meridionali che arrivavano numerosissimi ed a flotte a Milano e nel triangolo industriale dal Centro e dal Sud Italia in cerca di lavoro e di sistemazione.

Franco Verga, uomo di eccezionale sensibilità sociale e cattolico praticante, intuì il dramma dei nuovi arrivati, del loro sradicamento dall’ambiente di provenienza e nello stesso tempo l’importanza che gli stessi mantenessero collegamenti e contatti con le famiglie rimaste a casa.

Scese quindi tra le città del Centro e Sud Italia più interessate all’esodo cercando persone, gruppi o associazioni che potessero in qualche modo, monitorare le famiglie degli emigrati e mantenessero i contatti con il C.O.I. di Milano.

Maturati da queste esperienze plurime, un gruppo di uomini generosi operanti nel mondo dell’associazionismo di volontariato di radice cattolica, venne nella determinazione di riunire le varie sensibilità associative esistenti delle diverse Regioni, e lo stesso C.O.I., per dar vita ad un organismo federale e rappresentativo che potesse assisterli e nello stesso tempo portare la loro voce nelle Istituzioni e nella società civile. Fra i protagonisti ed i pionieri meritano un posto di riguardo Camillo Moser, Pietro Carbone ed alcune associazioni regionali, il Fogolar Furlan, la Trentini nel Mondo, i Bergamaschi, la Gente Camuna, i Lucchesi nel Mondo, i Vicentini, i Siciliani, i Piemontesi. Il Coi ed altre.

 

La nascita dell’UNAIE

 

Nacque così l’UNAIE sostenuta dall’entusiasmo e dalla tensione dei soci fondatori per l’evento di novità e per la consapevolezza di dover intraprendere un impegno sociale nuovo come servizio ad un mondo di cui si conosceva ancora poco e chiedeva difesa, solidarietà e valorizzazione.

Era il tempo in cui il termine “emigrante” era sinonimo di povertà e di bisogno ai livelli più bassi.

Certamente questa è stata una molla forte che ha stimolato la tensione e la passione di volontariato nei suoi fondatori. L’UNAIE fu la prima e per lungo tempo l’unica federazione che raccolse l’associazionismo di matrice regionale in emigrazione ed i suoi operatori sociali. Prima esisteva solo l’Anfe e solo dopo sorsero altre federazioni. Acquistò subito prestigio ed autorevolezza entrando di forza nel contesto politico e sociale di quegli anni difficili del nostro Paese per la sua rappresentatività e per la concretezza dei suoi programmi ricevendo ampi riconoscimenti da parete dei Governi e delle forze sociali. Per 40 anni l’UNAIE è stata la punta di diamante costante di tutta la problematica del mondo migratorio italiano lungo un percorso difficile ed in salita spesso costretta a misurarsi con il muro di gomma dell’incomprensione e dell’insensibilità dei Governi e delle forze politiche incapaci di comprendere la portata e le potenzialità di una emigrazione che nel frattempo diventava “un’altra Italia” fuori dalla penisola e presente in tutti i continenti. Ci sono voluti decenni prima che si arrivasse al riconoscimento del voto degli italiani fuori dall’Italia cioè alla pari dignità di diritti con gli italiani che vivono in patria e prima che si parlasse di loro come “risorsa” anche se lo sono stati da sempre con le rimesse nei momenti bui del dopoguerra fino ad oggi. Possiamo affermare senza tema di smentita che nell’arco di 40 anni di vita dell’UNAIE, non si contano i convegni, i seminari di studi, le assemblee e le indicazioni ai Governi ed al Parlamento sui temi migratori.

Indicazioni in ogni tempo attuali rispetto al momento storico e politico del tempo in cui sono stati proposti per l’eccezionale duttilità dell’UNAIE a percepire e vivere i cambiamenti della società italiana.

In questo senso la capacità di elaborazione culturale e di proposta percorribile ha dato un contributo notevole alla crescita della democrazia italiana. E’ la storia che lo dice.

Ricordiamo alcuni tra gli obiettivi più importanti realizzati in questi 40 anni attraverso la proposta ed il contributo determinante dell’UNAIE:

Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) – Consulta e Comitati dell’emigrazione nelle Regioni italiane - voto amministrativo nei paesi europei – COMITES – CGIE – Voto degli italiani all’estero – Voto per corrispondenza – Iˆ Conferenza dell’emigrazione del 1975 – IIˆ Conferenza del 1988 – Conferenza degli italiani nel mondo del 2000 – Sostegno Radio, Stampa e TV – Recupero cittadinanza italiana – Agevolazioni fiscali prima casa in Italia – Assistenza malattie nel rientro in Italia – Corsi di lingua e cultura italiana. Fermo restando la regola permanente della difesa e del riconoscimento dei diritti e della promozione umana e sociale.

 

Si deve in buona parte all’UNAIE se nel nostro Paese è nata una “cultura dell’emigrazione” consolidatasi ai nostri giorni come “cultura degli italiani all’estero”. Anche in fatto di immigrazione.

L’UNAIE deve moltissimo ai vari presidenti che si sono succeduti alla sua guida, tutti uomini eccezionali e prestigiosi, che hanno lasciato un loro segno con scelte giuste a seconda del momento storico della loro gestione. (il Sen. Mario Toros, l’Europarlamentare Ferruccio Pisoni, l’On. Carmelo Puja, l’On. Giuseppe Zamberletti, il Sen. Aldo Degaudenz, l’On. Dino De Poli e da un anno Domenico Azzia).

Si deve a loro ed alle Associazioni aderenti se oggi l’UNAIE possiede un patrimonio storico, una sua immagine, una sua identità.

 

La nuova UNAIE

 

L’UNAIE è stata protagonista indiscussa degli ultimi 40 anni nello scenario storico dell’emigrazione italiana. A partire dalla fine degli anni 60 e nei successivi decenni, nel ruolo di difesa, di riconoscimento dei diritti a quello della socializzazione e della partecipazione, al ruolo più recente di soggetto di promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo fino a quello attualissimo come soggetto di intermediazione culturale e di coordinamento del rapporto con l’altra Italia. La recente evoluzione in senso federalista del nostro Paese impone ora una strategia di novità e di assalto nel nuovo scenario italiano, una strategia che sappia valorizzare la centralità del filone culturale italiano sul quale innescare le specificità culturali regionali, una strategia per costruire un rapporto organico ed interattivo con il coinvolgimento delle nostre comunità all’estero per una proiezione soprannazionale dell’immagine Italia. Senza mai dismettere la difesa dei diritti, premessa di libertà. A 40 anni dalla sua fondazione, l’UNAIE riscopre la freschezza e la tensione dei soci fondatori. Sempre punto di partenza e mai punto d’arrivo. I valori che hanno fatto la sua storia, la sua autonomia, la sua capacità di restare nel moto dei cambiamenti della società e l’esperienza acquisita in tanti anni di impegno, sono la sua forza per affrontare le sfide della società di oggi e di domani.


 


Last modified2008-03-16 05:46 PM

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